PRECETTORIA S.ANTONIO DI  RANVERSO

PRECETTORIA S.ANTONIO DI  RANVERSOLungo un tratto dell’antica via Francigena, nella bassa Valle di Susa, tra i Comuni di Buttigliera Alta e Rosta, sorge la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Il complesso architettonico, oggi di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano, è il protagonista di Storie metropolitane, la rubrica dedicata al racconto delle eccellenze del territorio curata dall’Ufficio stampa della Città metropolitana di Torino.



Sulla statale del Moncenisio in direzione di Avigliana, poco lontano da Rivoli, si apre sulla sinistra un breve viale di platani che termina su uno spiazzo dove sorge uno dei più pregevoli monumenti di arte medievale del Piemonte: la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso. Il monumento risale al 1198, quando Umberto III di Savoia donò ai frati Antoniani un terreno su cui costruire un complesso che si prendesse cura dello spirito, negli spazi della chiesa, della sacrestia e del convento, e, nello stesso tempo, del corpo, nei locali dell’ospedale adibito al sollievo del cosidetto “fuoco di Sant’Antonio”.

“Il toponimo attuale – spiega Marta Fusi, direttrice della Fondazione Ordine Mauriziano - deriva dal nome del canale, “ri invers”, che scorre a ridosso del complesso. Il cuore della Precettoria è la chiesa, con la sua splendida facciata asimmetrica con trionfo di ghimberghe in terracotta e pinnacoli che, insieme all’abside slanciata, rappresentano l’esempio più evidente dell’anima gotica di Ranverso. Completano la struttura la sacrestia e il chiostro, anche se ad attirare l’attenzione dei visitatori è soprattutto il piccolo portico di accesso alla chiesa”
Lo spazio dell’ingresso, realizzato intorno alla metà del XIV secolo, è caratterizzato da volte a crociera rette da pilastri, sulle estremità dei quali si trovano curiose piccole sculture che decorano capitelli e mensole con teste umane e di animale e volti mostruosi. Le costruzioni vicine alla Chiesa costituiscono il concentrico, cioè il centro dell’antica vita di Ranverso. Qui il luogo più importante era l’Ospedale, o Spedale, di cui oggi è ancora possibile ammirare la facciata con decorazioni in terracotta del XV secolo.

“Nel presbiterio e nella sacrestia – commenta la direttrice Fusi - si conservano gli affreschi più importanti di Giacomo Jaquerio, pittore piemontese attivo dalla seconda metà del XIV secolo sino al 1453, anno della sua morte. Nel presbiterio a sinistra si trovano affreschi, uniche opere firmate dal pittore, come la Madonna in trono con Bambino e altri ritratti di profeti. A destra invece scene della Vita di Sant’Antonio attribuite ad una più generica “scuola di Jaquerio”, nelle quali vengono spesso rappresentati maiali”.
Il suino è infatti un elemento che ricorre molto spesso nell’iconografia legata a Sant’Antonio proprio per il largo uso che i monaci Antoniani facevano del grasso degli animali per la cura delle malattie cutanee legate al Fuoco di San’Antonio.

“Anche la cappella della sacrestia conserva affreschi di Jaquerio – prosegue Marta Fusi - Sulla volta sono raffigurati i quattro Evangelisti, ognuno dei quali è identificabile, grazie al simbolo che gli è proprio; sulla parete sud sono effigiati i santi Pietro e Paolo, a est l’Annunciazione, a nord la Salita al Calvario, a ovest la Preghiera nell’Orto degli Ulivi”.
Posto sull’altare maggiore un capolavoro di Defendente Ferrari, ritenuto l’ultima opera del grande pittore piemontese attivo tra il 1510 e 1530: il polittico, al cui centro si trova la Natività con a destra San Rocco e San Bernardino da Siena e a sinistra Sant’Antonio e San Sebastiano.
“Occuparsi di un bene così prezioso – conclude la direttrice della Fondazione Ordine Mauriziano, Marta Fusi – è una bella sfida e una grande responsabilità. Noi lavoriamo per i figli dei nostri figli. Operare per un luogo storico, artistico e culturale come la Precettoria tocca molteplici aspetti: da una parte occorre garantire l’apertura e l’accessibilità della parte museale, e dall’altra, trovare risorse per il restauro e la conservazione. Grazie ad importanti finanziamenti l’intero tetto della manica conventuale è stato restaurato e stanno per partire i lavori che riporteranno allo splendore il Corridoio degli Stemmi. Inoltre, col finanziamento di 5 milioni di euro della Regione Piemonte, si recupererà l’antico Ospedaletto e la Cascina Bassa, che verranno utilizzati come strutture ricettive per ampliare l’offerta turistica del sito con la realizzazione di un punto di ristoro, di un ampio parcheggio per i visitatori e di una foresteria a servizio di chi percorre gli itinerari dell’antica Via Francigena. GUARDA IL VIDEO
FONTE : TORINOMETROPOLI

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